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Questo è per tutti e non potrebbe esserlo se fosse di uno solo

This is for everyone, questo è per tutti! Sir Timothy John Berners-Lee, ospite alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Londra 2012, in diretta mondiale, scrive un tweet.  Nel 2012 come oggi un tweet è una banalità: se, però, pensiamo a chi è l’autore e al contenuto stesso di quelle quattro parole il significato che emerge è ben più profondo.

Il Tweet di Tim Berners-Lee diventato virale durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Londra 2012 

Una breve storia del Web

Se noi oggi possiamo navigare in rete è grazie a Tim Berners-Lee e a Robert Cailliau. Il supporto che state usando, il modo in cui è scritta la pagina di questo articolo e probabilmente anche dove si trova realmente il sito adesso è stato sviluppato per la prima volta da questo brillante informatico britannico. Il primo sito web ad essere pubblicato potete vederlo qui e fu reso pubblico presso il Cern.

Where The Web Was Born, Dov’è nato il Web. (Maximilien Brice/Cern)

Tim Berners-Lee ha coniato il nome di World Wide Web (W.W.W), ha scritto il primo server per il World Wide Web, httpd, e il primo client (un browser e un editor), WorldWideWeb, nell’ottobre del 1990. Ha scritto inoltre la prima versione del linguaggio di formattazione di documenti con capacità di collegamenti ipertestuali, conosciuto come HTML. Le sue specifiche iniziali per URLHTTP e HTML sono state, in seguito, perfezionate e discusse da una vasta comunità di utenti e programmatori. – articolo di WIRED

Dopo aver sviluppato quella che sarebbe diventata la più famosa e diffusa piattaforma di diffusione di informazioni, Tim, non si è fermato ma ha fondato il World Wide Web Consortium (W3C).  Tim Berners Lee accettò l’offerta di Mike Dertouzos del MIT, lasciando il Cern per il Laboratory for Computer Science (LCS) del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, presso cui nel 1994 fondò il W3C.

Se noi oggi possiamo navigare in rete

In una recente intervista a WIRED, Tim ha dichiarato

Ci sono lati positivi e altri più negativi. Il cambiamento più importante che il web ha portato alla società è probabilmente l’idea che chiunque possa essere non solo un consumatore, ma anche un produttore di informazione e, anche se non spesso quanto vorrei, di conoscenza. – Tim Berners-Lee per WIRED

Fin dal 30 aprile 1993 il codice del world wide web viene distribuito liberamente. Questo concetto è chiave perché permette a chiunque oggi di aprire un sito web, inviare messaggi ed email tramite la rete e utilizzare lo spazio come meglio crede.

L’obiettivo era quello di insistere ulteriormente sull’apertura e la libertà del software e massimizzarne la diffusione. – Tim Berners-Lee per WIRED

Inizialmente, non essendo ancora ben sviluppata e diffusa la possibilità di tutelarsi legalmente in ambito informatico, il Cern rinunciò ai suoi diritti di proprietà intellettuale per rendere il proprio progetto totalmente accessibile liberamente. Questo fu fatto, principalmente, per massimizzare la diffusione del Web incorrendo, però, in un grande pericolo cioè perdere del tutto questa tecnologia. Il progetto era, infatti, rilasciato come public domain: in termini legali non aveva più un proprietario. Il rischio che terze parti si appropriassero della proprietà intellettuale del progetto era molto alto: la decisione fu quella di rendere disponibile la nuova versione 3.0 sotto una licenza open source, che venne realizzata appositamente per questo scopo.

Attraverso una licenza open source il Cern poté mantenere il copyright necessario a proteggere il software dall’appropriazione da parte di terze parti e, allo stesso tempo, si assicurò l’attribuzione della creazione del Web. Allo stesso tempo garantì a chiunque il diritto perpetuo e irrevocabile di utilizzare il web, modificarlo liberamente.

Queste nuove versioni rimangono liberamente disponibili per l’uso generale e senza costi. L’unico cambiamento è che il materiale distribuito rimane sotto il copyright del Cern. Di conseguenza, una nota dovrà apparire nelle copie. – Tim Berners-Lee per WIRED

François Flückiger: successore a Berners-Lee alla guida del team per lo sviluppo del web al Cern

Il potere e i rischi di una licenza open source

Grazie ad una licenza open source il Cern riuscì a garantire la diffusione e il miglioramento del WWW grazie alla possibilità di utilizzo e modifiche libere.

Nel 1994, grazie al prezioso contributo della Free Software Foundation (FSF) i rischi di appropriazione del software divennero più chiaramente dichiarati e descritti, in particolare grazie al suo fondatore Richard Stallman e il Gnu Project, fondato dallo stesso. I vari gruppi guidati da Stallman misero presto in chiaro uno dei rischi più grandi di distribuire il software tramite una licenza open source.

Questo tipo di regolamentazione consente ai lavori derivativi di essere distribuiti con una licenza diversa e, quindi, consente di apportare modifiche non libere.

Il veicolo migliore è il licensing copyleft, come il Gplv3, secondo il quale NON SI PUÒ ridistribuire il software originario o i prodotti derivativi con meno diritti di quelli cui si aveva avuto accesso all’origine. – Tim Berners-Lee per WIRED

Questo è per tutti

Questo è per tutti e non potrebbe esserlo se fosse di uno solo. Questo è il messaggio dietro il breve tweet di Tim Berners-Lee: una tecnologia potente, che può essere usata in modo giusto e in modo sbagliato.

Non è bastato sviluppare un progetto dalle potenzialità incredibili perché lo fosse. Si è dovuto prendere una posizione politica ed economica molto forte, che andasse al di là del guadagno e dell’arricchimento. La libertà nella distribuzione di questa tecnologia ha reso possibile quello che il Web oggi rappresenta per l’umanità. È anche grazie al Web se oggi esiste wikipedia, se possiamo leggere le notizie di un giornale di New York e se chiunque nel mondo può leggere e studiare William Shakespeare.

Così come nello sport, in un evento di importanza globale come i Giochi Olimpici, Tim, ancora oggi, sottolinea come sia importante, fondamentale e prioritario che tutti possano partecipare, comunicare e correre.

Riferimenti

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